Biografia di Matteo Ricci

Macerata (1552-1568)

1540 Macerata è una città di 12.000 abitanti, sede dell’amministratore apostolico per le Marche nello stato della Chiesa. Paolo III trasforma uno studium di legge in Università a cui concede i medesimi privilegi di Bologna e Padova.
1552 Matteo Ricci nasce a Macerata il 6 ottobre da nobile famiglia, il padre esercita la professione di “speziale”, la madre è una gentildonna dedita alle cure della famiglia. Primogenito di otto fratelli e quattro sorelle.
1561 Giungono a Macerata 13 gesuiti che ben presto aprono un collegio che Matteo inizia a frequentare dall’età di nove anni.

Roma (1568-1577)

1568 E’ inviato dal padre a studiar legge alla Sapienza di Roma. Dopo due anni chiede di essere ammesso al noviziato della Compagnia di Gesù, presso la chiesa di S. Andrea al Quirinale. Matteo consegna i propri beni: una cappa di raso, quattro camicie, tre fazzoletti, un tovagliolo, tre libri: un Lucio Floro (Storia romana), un Pantaleon (ricettario) e i Mirabilia Urbis Romae (Guida medievale d’arte romana). Lo stesso giorno sottoscrive il primo documento che ci resti di lui.
1575 È nel Collegio Romano, dove riceve quelle conoscenze scientifiche (geometria, astronomia, cartografia, arte di costruire orologi ed altri strumenti scientifici) che diffonderà in Cina.
1577 In aprile il nuovo Generale della Compagnia, Everardo Mercuriano, annuncia i nomi degli uomini da inviare in India. Tra i prescelti vi è anche Matteo Ricci. Il 18 maggio, con la benedizione di Gregorio XIII, Ricci parte da S. Andrea di Roma ma prima dell’india giunge a Coimbra dove rimane in attesa della primavera successiva studiando il portoghese.

Goa, Cochin (1578-1582)

1579 Risiede a Goa insegnando umanità e retorica nella scuola della Compagnia; completa il primo anno di teologia. Si ammala più volte di malaria.
1580 Matteo viene mandato a Cochin per rimettersi in salute dove riceve gli ordini sacri. Il 26 luglio celebra la prima messa.

Macao (1582-1583)

1582 Viene impartito a Matteo Ricci l’ordine di recarsi a Macao per studiare la lingua cinese e prepararsi a entrare nel Celeste Impero. Nel viaggio da Malacca a Macao, Ricci è affetto da così grave malattia che crede di morire. Giunge a Macao il 7 agosto. Dall’agosto del 1582 al settembre 1583 Ricci si dedica ad uno studio intenso della lingua cinese.

Zhaoqing (1583-1589)

1583 Ai primi di settembre, Ricci, insieme a padre Ruggieri, viene richiamato inaspettatamente dal nuovo viceré Guo Yingping e con un permesso del governatore Wang Pan, si dirige a piedi verso Zhaoqing, dove giunge il 10 settembre. La condizione per avere un terreno su cui costruire una casa con cappella, essendo stranieri, è quella di accettare di essere equiparati ai bonzi: devono cambiare le vesti con quelle dei monaci buddisti e radersi completamente barba e capelli. L’accoglienza a Zhaoqing è tutt’altro che ospitale. In pochi anni i padri vengono sottoposti a tre processi.
1584 Vengono tradotti in cinese per la prima volta i Dieci comandamenti, Credo, Pater e Ave Maria. Nel mese di novembre viene pubblicato il Catechismo di Ruggieri, al quale Ricci collabora. Si tratta della prima opera occidentale stampata in Cina.
1589 Nel mese di maggio giunge il nuovo viceré Liu Jiezhai, il quale decide di impadronirsi della casa dei padri. Essendo in stile europeo, questa era considerata una meraviglia della città. In agosto pubblica l’editto di espulsione. Dopo aver salutato i circa 80 cristiani convertiti nei sei anni della loro permanenza, i padri si imbarcano per far ritorno a Macao. Lungo il cammino vengono richiamati dal viceré, il quale li informa che non intende espellerli, ma inviarli in altra città. Ricci chiede di potersi stabilire a Shaozhou.

Shaozhou (1589-1595)

1589 La città è poco salubre a causa della malaria. Risiedono all’inizio in un convento di bonzi fuori città. Ricci e de Almeida si ammalano.
Ricci annuncia la composizione del nuovo Catechismo, che sostituirà quello di Ruggieri. Egli ha infatti compreso che più si fa nella Cina con libri che con parole; ha studiato, imparandoli a memoria, i classici del confucianesimo e traduce in latino i Quattro Libri. 1595 Decide di tentare l’obiettivo che sin dall’inizio lucidamente si era proposto: giungere a Pechino. L’occasione fu data dal passaggio per Shaozhou del potente mandarino “Scielou”, che si recava a Pechino nella sua funzione di vicepresidente del ministero della guerra, in occasione della mobilitazione dell’esercito cinese a seguito dell’invasione della Corea, paese tributario della Cina, da parte del Giappone. Avendo avuto notizia di Ricci, vuole conoscerlo e proporgli di prendersi cura del figlio, caduto in forte depressione per la bocciatura a un esame per divenire maestro. Ricci accetta, a condizione che il mandarino lo porti con sé fino a Pechino. Il massimo che riuscì a ottenere, tuttavia, fu la sua compagnia fino a Nanchino. Da qui venne cacciato in modo rude da un mandarino, con l’accusa di tramare contro le istituzioni e di sovvertire l’ordine sociale cinese. Ricci ripiegò allora su Nanchang, capolouogo di Jiangxi. Durante il viaggio verso Nanchino Ricci attua la decisione già presa di liberarsi delle vesti e del nome di bonzo: si presenta per la prima volta vestito da letterato.

Nanchang (1595-1598)

1595 Decisiva si rivelò in questa città l’amicizia con due principi, di Lean e di Jian’an, parenti dell’imperatore, ma senza regno. A Nanchang Ricci fu accolto favorevolmente dai mandarini e letterati di quella città.
1596 Consegna al viceré Lu Wan’gai il trattato di mnemotecnica, tradotto in cinese a partire da una composizione risalente agli anni del Collegio Romano. Il viceré aveva chiesto al missionario la composizione del metodo mnemotecnica per i propri figli, dopo aver assistito a un prodigioso saggio di memoria: fatte scrivere dai commensali, durante un banchetto, più di quattrocento parole prive di nesso logico, Ricci, dopo averle lette una sola volta, fu in grado di ripeterle con esattezza in ordine diretto e inverso.
1597 Il 4 agosto riceve la nomina a superiore delle missioni di Cina e l’ordine di entrare a echino. Provvidenziale, a tal fine, si rivelò l’amicizia con il ministro dei riti. Questi, infatti, venuto a conoscenza della grande competenza di Ricci in fatto di calcoli matematici, decise di portarlo con sé nella capitale per affidargli la revisione del calendario cinese.
1598 Al seguito del ministro dei riti di Nanchang, Ricci parte alla volta di Pechino, tuttavia, il clima di sospetto nei confronti degli stranieri, suscitato dallo stato di guerra con il Giappone, consiglia Ricci a lasciare Pechino che giunge a Nanchino il 6 febbraio 1599.

Nanchino (1599-1600)

1599 Qui Ricci decide di fondare la quarta residenza. Visita l’osservatorio astronomico e costruisce strumenti per questo. Insegna ai principali matematici della città. Qui incontra uno dei suoi amici e protettori più importanti, Xu Guangqi, che sarà battezzato con il nome di Paolo.
1600 Nel mese di marzo arrivano da Macao i confratelli Cattaneo e D. Pantoja, con doni per l’imperatore. Il 19 maggio Ricci, insieme a Pantoja, riparte alla volta di Pechino. Vengono arrestati ma dopo numerose disavventure ’imperatore Wanli firma il decreto con cui i due stranieri vengono ammessi a presentare i loro doni.

Pechino (1601-1610)

1601 Ricci entra a Pechino per la seconda volta il 24 gennaio 1601. L’indomani, all’alba, nel recinto del palazzo imperiale, consegna i doni agli eunuchi. Tra i doni figurano due quadri ad olio, un grande orologio meccanico e un piccolo orologio da tavolo che suonavano le ore, un clavicembalo da tavolo. Ricci dimora dapprima nello stesso palazzo imperiale, poi in una casetta presa in affitto nelle vicinanze del palazzo. Su ordine dell’imperatore insegna ai matematici di corte il funzionamento dell’orologio meccanico: ne smonta i pezzi, li denomina in cinese e li ricompone. L’imperatore ordina ai suoi pittori di eseguire due ritratti di Ricci e Pantoja in piedi.
Pantoja e Ricci insegnano ai musici di corte a suonare il clavicembalo; gli eunuchi cantano per l’imperatore una delle Otto canzoni che Ricci, su richiesta dell’imperatore, ha nel frattempo composto. Ricci collaborerà intensamente, specie in campo astronomico, geografico e matematico. L’imperatore eleva Ricci al grado di mandarino, senza funzione, mantenendolo con i suoi compagni a spese dell’erario.
1602 Ricci ristampa in terza edizione il Mappamondo.
1603 Pubblica il trattato Vero significato [della dottrina] del Signore del Cielo, ossia il nuovo Catechismo, che suscita forti polemiche da parte dei buddisti e il tentativo di alcuni mandarini di far togliere a Ricci il sostegno dell’erario.
1605 Ricci presenta le Venticinque sentenze e avvia la riforma del calendario cinese.
1607 Ricci e Paolo Xu Guangqi traducono in cinese la Geometria di Euclide. Il 28 ottobre, Ricci accoglie Isaac armeno, aiutante di Bento de Góis, che aveva ripetuto il percorso di terra descritto da Marco Polo alla ricerca del “Cataio”; Ricci dimostra, come già aveva intuito stando a Nanchino, che il “Cataio” è la Cina e può ora affermare con sicurezza che la capitale “Cambalù” corrisponde a Pechino.
1610 Il 3 maggio Ricci si mette a letto esausto; annuncia che non si tratta del solito mal di testa, ma della propria fine. Dopo qualche giorno riceve i sacramenti e l’estrema unzione. Ricci muore, sebbene con il rimpianto di non aver potuto convertire l’imperatore ma con la chiara coscienza di aver gettato le basi di una solida relazione tra due mondi fino ad allora ignoratisi. Scriveva pochi mesi prima: [...] doppo che la Cina è Cina, mai vi è memoria che nessun farastiere stesse in essa come noi stiamo. L’imperatore, con un decreto mai prima registrato nella storia, assegna il permesso di sepoltura per uno straniero in terra di Cina.